Paola Natalicchio in Prefettura: “No al voto di scambio”

“In questi giorni stiamo raccogliendo molteplici segnalazioni da parte di tantissimi cittadini sui gravissimi episodi posti in essere da chi prova ad inquinare il risultato delle prossime elezioni amministrative con metodi di raccolta del consenso inaccettabili. Bene, abbiamo deciso di non restare a guardare, e così ieri mattina abbiamo richiesto ed ottenuto un incontro in Prefettura per sottoporre all’attenzione delle autorità preposte i documenti in nostro possesso e per chiedere al Prefetto di porre in essere ogni più opportuna iniziativa istituzionale volta, da un lato, a vigilare con la massima attenzione sul corretto svolgimento del procedimento elettorale nella città di Molfetta e, dall’altro, a contrastare con ogni mezzo fenomeni che, in questi giorni, sono sotto gli occhi di tutti e che rischiano di condizionare la effettiva volontà del corpo elettorale”.

Con queste parole Paola Natalicchio , candidato sindaco di PD, SeL, Centro Democratico e Lista Civica “Signora Molfetta”, ha commentato l’incontro svoltosi presso la Prefettura di Bari nella giornata di mercoledì 15 maggio.

“Ricordo a tutti che, nel nostro ordinamento giuridico, spetta proprio al Prefetto la responsabilità di garantire la correttezza del delicato procedimento elettorale, assicurando la regolarità del voto e la tutela dell’ordine pubblico. Abbiamo ritenuto opportuno, pertanto, chiedere al massimo rappresentante di Governo sul territorio di adoperarsi, sia sul piano della prevenzione sia su quello dell’effettivo contrasto a comportamenti che possano inquinare la vita democratica e l’ordinario svolgimento delle operazioni elettorali, al fine di consentire a tutti i cittadini di Molfetta di esercitare, in piena libertà e segretezza, il loro diritto di voto, trovando ascolto e positiva accoglienza alle nostre richieste. Su questo fondamentale argomento non intendiamo fare alcun passo indietro, dal momento che consideriamo, questa, una battaglia di civiltà. Lo voglio scandire con estrema chiarezza: fuori i mercanti del voto dal tempio della buona politica”.