"No al voto di scambio. Lavoro, cultura e sicurezza le nostre priorità"

Mancano solo 50 giorni e poi, finalmente, il centrosinistra tornerà ad amministrare questa città”.

Con queste parole, cariche di fiducia ed entusiasmo, Paola Natalicchio, candidato sindaco di centrosinistra, ha iniziato il suo intervento nel corso della manifestazione pubblica “Cambiamenti in corso” che si è tenuta domenica scorsa al Corso Umberto.

E il tema del cambiamento, della discontinuità con il passato e dell’alternativa possibile rispetto alla disastrosa stagione amministrativa del centrodestra ha caratterizzato tutto il discorso di Paola Natalicchio che, però, ha voluto innanzitutto partire dalla più ferma condanna rispetto a certe pratiche di campagna elettorale e a fenomeni già in atto di raccolta del consenso con metodi inaccettabili, come recentemente denunciato anche dall’Azione Cattolica di Molfetta: I voti non si comprano. Noi non li compriamo” ha tuonato con tutta la sua voce Paola Natalicchio.

Abbiamo ricevuto in queste ore – ha proseguito il candidato sindaco di centrosinistra – alcune segnalazioni di e-mail e messaggi che girano sui social network per invitare i più giovani a fare i rappresentanti di lista per 50 euro o per ottenere chissà quali altri bonus. E’ una vergogna! In questo modo si cerca di raccattare il consenso al mercato del voto. Io lo voglio dire chiaro e forte: noi non pagheremo i nostri rappresentanti di lista! Noi non ci presteremo a queste pratiche orrende. I rappresentanti di lista sono le sentinelle della democrazia, devono vigilare sulla correttezza delle operazioni elettorali, non si possono pagare 50 euro. Faccio un appello a tutti coloro, specie tra i più giovani, che in questi giorni sono avvicinati dalle solite facce con l’offerta di soldi per svolgere questa importantissima funzione: rispondetegli ‘questi soldi non li vogliamo!’ ”.

Ma Paola Natalicchio si è rivolta direttamente anche ai suoi avversari politici: “A chi sta mettendo in atto queste pratiche dico ‘fate attenzione’. L’aria è cambiata. Vigileremo, denunceremo. Fate molta attenzione!”.

Poi il candidato sindaco di centrosinistra ha tracciato le linee programmatiche della sua visione di città: “Molfetta, in questi anni, è stata governata con un modello ottocentesco, inseguendo il mito delle grandi opere pubbliche, del cemento che genera cemento. Questo modello ha fallito, non ha portato sviluppo, non ha portato occupazione, ha portato solo degrado e ha consumato il nostro territorio. Dobbiamo proiettare la nostra città nel futuro, farle respirare una dimensione europea, partendo dal lavoro. Innanzitutto dobbiamo difendere il lavoro che c’è, tutelando i lavoratori che ogni giorno si recano nella zona industriale con la propria macchina perché manca un autobus, spendendo centinaia e centinaia di euro all’anno in carburante ed esponendosi al rischio dei furti in costante aumento. Ebbene, ripenseremo il trasporto pubblico collegando con gli autobus anche la zona industriale e la zona artigianale. E poi penseremo ai tanti giovani, ai tanti precari che fanno i conti ogni giorno con la crisi: per loro, in questi anni, solo indifferenza. Noi istituiremo spazi condivisi di lavoro utilizzando uno dei capannoni sfitti della zona industriale, affinchè tutti coloro che non hanno la possibilità di aprirsi uno studio o una attività, lo possano fare abbattendo radicalmente i costi di gestione. E poi realizzeremo il micro-credito per chi ha voglia di avviare una piccola impresa, per chi vuole scommettere sulle proprie possibilità e ha difficoltà ad ottenere un prestito dal sistema bancario. Istituiremo la rete wireless gratis per tutti, in città e nella zona industriale, senza dimenticare il decoro urbano anche nelle aree dove sono insediate le nostre aziende: sono ridotte in uno stato disastroso, c’è immondizia ovunque e si allagano ad ogni pioggia. E’ necessario intervenire perché i nostri imprenditori accolgono ogni giorno committenti o clienti che vengono da tutte le parti d’Italia e del mondo, e non possiamo dare della nostra città questa immagine”.

Ma un altro fondamentale volano per lo sviluppo economico della città – ha proseguito Paola Natalicchio – sarà il turismo. Perché Giovinazzo, Bisceglie, Trani hanno potuto rilanciarsi grazie a questa leva, e noi siamo rimasti al palo? Dobbiamo investire nel bello, rivitalizzare il centro cittadino con tanti piccoli eventi che, in collaborazione con le tante realtà presenti in città e con le tante associazioni e movimenti che in questi anni di deserto culturale hanno continuato a vivere e a resistere, riportino la vita nelle storiche arterie commerciali della città che oggi stanno morendo. In questi anni i grandi eventi, i grandi concerti a pagamento sono stati il tappeto sotto il quale nascondere la polvere, estromettendo le realtà locali da qualsiasi programmazione culturale. Anche su questo dobbiamo invertire la rotta. Dobbiamo valorizzare i nostri beni artistici e architettonici, partendo dal Centro Storico, perché investire nella cultura significa investire nello sviluppo economico di questa città”.

E poi maggiore attenzione agli anziani (“non è possibile continuare con un centro per gli anziani che ha 40 posti per gli oltre 12.500 anziani della città. Per tutti quelli che restano fuori, rimangono solo le panchine divelte del Corso Umberto. Dobbiamo aprire anche nel pomeriggio le palestre delle scuole per realizzare progetti di sport per tutti”), ai migranti, ai bambini (“questa deve tornare ad essere una città a misura di bambino”), alle donne troppo spesso vittime di violenze domestiche e prive di servizi a loro dedicati.

Grande attenzione è stata rivolta al tema della sicurezza: “I vigili sono da quasi un anno senza un comandante e sono in numero insufficiente per controllare una città in continua espansione. Che fine ha fatto il concorso pre-elettorale bandito qualche tempo fa?”.

E, a proposito di concorsi, Paola Natalicchio ha promesso che “saranno fatti i concorsi per i dirigenti del Comune. Basta con gli incarichi fiduciari agli amici del senatore!”.

“Come si può credere – ha proseguito il candidato sindaco di centrosinistra – a chi ha amministrato la città in questi anni e oggi si ripromette di ‘rivoltarla come un calzino’? Dov’è stato il candidato sindaco di centrodestra in questi anni? Possibile che non si sia accorto di nulla? Sono andata a riprendermi il volantino elettorale del centrodestra del 2008: solo un elenco di promesse non mantenute. Davvero Molfetta vuole continuare a dare fiducia a questi signori?”.

“Questi giorni di campagna elettorale – ha concluso Paola Natalicchio – sono faticosissimi ma esaltanti, perché stiamo battendo la città palmo a palmo. Io sono solo il portavoce di una grande comunità che ha deciso di tornare protagonista in questa città e alla quale chiedo di continuare a starmi accanto. Perché la meta è vicina e la buona politica tornerà a Palazzo di Città”.