Una Signora Molfetta: pieno all'Ospedaletto per il lancio della candidatura

“Questa è una comunità che si ritrova”.
Con queste parole Paola Natalicchio ha cominciato, tradendo un po’ di emozione dinnanzi a tutto l’entusiasmo che l’ha travolta, il suo intervento venerdì scorso, 8 marzo, in occasione della manifestazione “Una Signora Molfetta” nel corso della quale è stata presentata alla città la sua candidatura.

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La nostra sfida verso la nuova Molfetta inizia l'8 marzo

“Venerdì sarà una festa della donna molto speciale, tutta dedicata alla nostra città”.
Con queste parole Paola Natalicchio ha presentato “Una signora Molfetta”, la manifestazione di lancio della sua candidatura a sindaco della città, che si svolgerà venerdì prossimo, 8 marzo, a partire dalle ore 20 presso l’Ospedaletto dei Crociati, nel quartiere Madonna dei Martiri.

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Programma

IL PROGRAMMA PER COSTRUIRE LA NUOVA MOLFETTA CON PAOLA NATALICCHIO SINDACO

[il programma è ancora una bozza, in elaborazione continua da tecnici e cittadini attivi che, insieme, formano il gruppo di lavoro al programma partecipato. Mandaci le tue proposte e i tuoi suggerimenti per migliorarlo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.]

Ripartire dal rilancio del nostro sistema produttivo e commerciale, sostenendo l'imprenditoria locale a ogni livello. Incoraggiare il talento e sostenere le iniziative di lavoro autonomo creativo e impresa innovativa. Ritrovare il legame con settori come la pesca e l'agricoltura che hanno per anni strutturato l'identità della città. Riequilibrare il rapporto sbilanciato tra centro e zone di nuova espansione. Tornare a pianificare gli spazi urbani, scommettendo sulla rigenerazione e sulla ristrutturazione e riducendo il consumo indiscriminato di suolo. Mettere in rete le nostre scuole e lavorare sulle politiche per i bambini e per i giovani. Liberare i parchi dai lucchetti e immaginare una costa fruibile e vivibile e una spiaggia libera urbana. Sostenere il volontariato, la partecipazione alla vita della città nelle associazioni e nei comitati di quartiere, i piccoli eventi sul territorio capaci di promuovere relazioni e arginare tensione e insicurezza. Scommettere su un nuovo piano della mobilità sostenibile, che liberi il centro dall'inquinamento e dalle macchine e promuova l'uso dei mezzi pubblici, della bicicletta e della pedonalizzazione a tempo delle aree del centro urbano. Investire sulla raccolta differenziata porta a porta e su politiche attive di promozione del decoro urbano. Proteggere i nuovi poveri e immaginare un sistema di welfare locale che tuteli le fragilità e garantisca accoglienza e inclusione ai disabili, agli anziani e ai migranti. Scommettere sul binomio cultura-turismo e immaginare un nuovo modello di sviluppo della città che coinvolga gli artisti locali in una nuova stagione di fioritura permanente della creatività. Rendere il Comune una casa di vetro e tornare a dare il buon esempio, con un'amministrazione capace di interpretare i valori di trasparenza, legalità e lotta agli sprechi. È questa la nuova Molfetta che abbiamo in mente. Costruiamola insieme.

1) LAVORO E SVILUPPO ECONOMICO

A Molfetta ci sono oltre 6000 disoccupati. Il 30% sono giovani. Per rispondere alla crisi del mercato del lavoro locale dobbiamo immaginare una serie di azioni che promuovano nuova e buona occupazione e che garantiscano protezione sociale a chi si trova senza più un salario con cui mantenere la propria famiglia o costruirne una.

Per questo, con Paola Natalicchio sindaco, promuoveremo:

una riqualificazione della nostra zona artigianale e industriale: ogni giorno circa 3000 lavoratori molfettesi popolano “Molfetta 2”. Ma non esiste un autobus di collegamento tra il centro e i luoghi di lavoro e questo aumenta sia il traffico di auto sia episodi di furti e rapine. Serve un servizio di trasporto pubblico tra centro e zona industriale, servono aree di parcheggio sicure per i lavoratori e una migliore gestione della pulizia e della sicurezza nell'intera area, attivando un servizio di videosorveglianza nei punti principali di ingresso della zona e un presidio territoriale dei vigili urbani. Vanno realizzate politiche di detrazione fiscale di Imu e Tarsu per quelle aziende disposte a collaborare al potenziamento infrastrutturale e alla manutenzione urbana dell'area. Va incoraggiata la riconversione ecologica dell'intera area ed è urgente rendere funzionale ed efficace lo “sportello per le attività produttive”, riorganizzandolo in modo che possa rappresentare un tavolo continuo di confronto con le aziende e che possa dare informazioni strutturate sulle forme di contributo e finanziamento (Europa, Italia, Regione) a sostegno dell'innovazione, della formazione e della internazionalizzazione.

un piano del commercio che riequilibri i rapporti tra centro e zona artigianale e industriale: viale Pio XI, via Baccarini, corso Umberto, corso Margherita, corso Dante e tutte le principali arterie del centro città meritano una risposta alla desertificazione giornaliera che subiscono in favore di un sempre maggiore flusso di fruitori delle zone Ipercoop-Mongolfiera e Outlet. In accordo con le associazioni di categoria e sindacali del territorio, moltiplicheremo gli eventi culturali e di intrattenimento nel centro città, per ripopolare le piazze e strade, coinvolgendo artisti e talenti locali e immaginando percorsi eno- gastronomici per la valorizzazione dei prodotti e della cucina tradizionale. Istituiremo anche una navetta tra l'Ipercoop e il centro città, che possa traghettare i visitatori non molfettesi della nostra zona commerciale periferica verso le vie principali del centro. Faremo rispettare tutte le promesse fatte e poi dimenticate di reinvestire in città parte dei profitti della grande distribuzione.  Garantiremo il rispetto della legalità da parte di tutti, senza aree di impunità protette. 

incentivi alle strartup: un'impresa che nasce, soprattutto in periodo di crisi, è un atto di coraggio che le istituzioni devono sostenere e premiare. Per questo stanzieremo risorse per chi decide di scommettere sulla nascita di nuove attività, soprattutto legate a innovazione e sviluppo tecnologico e ambientale.

sostegno al microcredito: l'accesso a forme di prestito o fido bancario è spesso la ragione più profonda che impedisce alle imprese di nascere e resistere alle difficoltà della crisi economica in corso. Il comune deve promuovere forme di garanzia di accesso a piccole forme creditizie facilitando il rapporto tra imprese e banche.

creazione di spazi di lavoro condiviso: il co-working è uno strumento importante soprattutto per i precari e i giovani professionisti a partita iva, che sono costretti a sostenere spese importanti per la propria attività di lavoro autonomo, legate soprattutto alla gestione degli spazi d'ufficio. Censiremo i locali sfitti di proprietà comunale e individueremo uno spazio cittadino di co-working, garantendone la fruizione a rotazione ai lavoratori autonomi che ne faranno richiesta.

informazione e formazione per i giovani in cerca di lavoro: serve un potenziamento dello sportello Informagiovani, che deve contenere un apposito centro di orientamento alla ricerca attiva del lavoro, che possa assistere i giovani molfettesi nella realizzazione dei curriculum e nell'impostazione di un corretto approccio ai colloqui di lavoro. Il comune deve anche promuovere l'organizzazione di periodici “carrer day” per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro sul territorio.

emersione del lavoro nero e promozione di una corretta contrattualizzazione e di un equo compenso: il Comune, in accordo con gli enti preposti e con i sindacati, deve essere osservatore e garante affinché tutte le imprese del territorio non usino lavoratori senza contratto o con contratti di false collaborazioni, che in realtà mascherano forme di lavoro subordinato, e deve moltiplicare le iniziative pubbliche di promozione di una cultura diffusa della sicurezza e del rispetto dei diritti sul posto di lavoro.

anticipazioni sociali: i lavoratori in cassa integrazione sono in aumento anche a Molfetta. Prima di ricevere l'assegno dall'Inps, in accordo col Ministero del Lavoro, devono aspettare molti mesi, restando senza reddito e con serie difficoltà a mantenere la propria famiglia. Il comune ha il dovere di promuovere accordi con le banche che consentano ai lavoratori cassintegrati di ricevere un “anticipo di cassa” già dal mese successivo alla perdita dello stipendio.

un rapporto migliore tra scuole e imprese: corsi di formazione, stage, conoscenza delle realtà produttive locali. Il rapporto tra le scuole del territorio e il tessuto produttivo cittadino va riannodato e rilanciato, moltiplicando le iniziative di collegamento.

rilancio della pesca e dell'agricoltura: per i nostri marittimi, fondi per pescaturismo e ittiturismo a sostegno di armatori e operatori del settore e a garanzia di protezione della nostra flotta peschereccia, decimata dalle restrittive politiche comunitarie e dagli incentivi alla rottamazione, oltre che dallo spopolamento occupazionale e dalla flessione della domanda del mercato locale. Va istituito un tavolo permanente della pesca e vanno impostate politiche di rilancio della cultura della pesca, ad esempio inserendo nei menu delle mense scolastiche pasti a base di pescato locale e promuovendo eventi di di promozione della filiera corta, come sagre e periodici “mercati del produttore”. Va immaginato anche un recupero delle arti artigiane legate alla nostra cantieristica, attraverso il supporto dei vecchi maestri d'ascia. Per gli agricoltori e olivocoltori: istituzione di un tavolo verde di collegamento tra Comune e agricoltori locali, con un rilancio e un maggiore controllo di sicurezza e qualità del Mercato ortofrutticolo cittadino. Un piano di sicurezza delle campagne, che passi anche dalla riorganizzazione del servizio di guardie campestri e da una migliore e più efficiente manutenzione e pulizia delle strade vicinali.

2) IL NUOVO PORTO

Sono molte le ombre legate alla realizzazione del Nuovo porto di Molfetta. Oltre 69 milioni di euro per l'appalto e 7,8 milioni di euro di multa pagata dal comune per il mancato rispetto del cronoprogramma. Un bando di assegnazione dell'appalto con un unica ditta partecipante. Lavori rallentati dalla necessità di bonificare il nostro mare dalla presenza di centinaia, forse migliaia di ordigni bellici, inquinanti e pericolosi. Pur con tutti i suoi limiti di impostazione, dobbiamo saper pensare al Nuovo Porto come a una potenziale leva di sviluppo economico e puntare al completamento dei lavori, previa una ridefinizione strategica dei suoi obiettivi.

Per questo, con Paola Natalicchio sindaco, promuoveremo:

il rientro di Molfetta nell'Autorità portuale del Levante, poiché la tentazione autarchica di autogestire su scala comunale il traffico portuale è un ostacolo oggettivo all'espressione piena delle potenzialità del nostro porto in termini commerciali, pescherecci e turistici.

l'istituzione di una Commissione d'inchiesta composta da tecnici super partes che possano dar vita a un'indagine conoscitiva a) sulla gara d'appalto e sulle responsabilità politico-amministrative che hanno prodotto ingenti danni patrimoniali alla città; b) sui fondi usati e sulle spese ancora da sostenere per completare l’opera; c) sulla questione dello sminamento: quante bombe, con esattezza, ci sono e in quanto tempo e con quali fondi sarà fatta la bonifica. Il lavoro della Commissione deve concludersi entro 6-9 mesi e i risultati saranno presentati pubblicamente alla città.

un ripensamento del progetto, che parta dal completamento del Molo Savucci e dallo spostamento del traffico degli automezzi nella zona Madonna dei Martiri e che provveda con urgenza a una messa in sicurezza degli ormeggi della flotta peschereccia siti nella zona del vecchio Porto. Va preso anche in considerazione un possibile ridimensionamento degli interventi, valutando l'opportunità dello spostamento del porto turistico a ridosso del Duomo e del centro antico, insieme alla progettazione urbanistica coerente dell’intero fronte mare e una maggiore attenzione strategica al rilancio dei cantieri navali, che vanno valorizzati, infrastrutturati, messi in sicurezza e ammodernati al fine di poter rilanciare la propria attività anche immaginando collegamenti con i mercati internazionali.

3) URBANISTICA, TERRITORIO E AMBIENTE

Le scelte urbanistiche delle giunte Azzollini hanno cambiato profondamente Molfetta, sfigurando l'identità della nostra città. L’abbandono del centro di Molfetta da parte di attività commerciali e servizi, un turismo ludico extraregionale che non tocca la città, la perdita del valore paesaggistico del bacino del vecchio porto a seguito dell’inizio della “grande opera”, lo spettacolo di case disperse in distese di terra o ghiaia, la proliferazione - in zona ASI e PIP- di strutture commerciali come ipermercati e centri commerciali, dimensionati per l’area vasta e distruttivi dell’antica e consolidata realtà commerciale locale. E ancora: parchi chiusi, traffico congestionato e inquinamento, spazi inesistenti per anziani e bambini. È questa la Molfetta che ci consegna il centrodestra, dopo anni di promesse non mantenute.

Per questo, con Paola Natalicchio sindaco, promuoveremo:

un piano complessivo di rigenerazione urbana, basato sulla regola di evitare ulteriore consumo di suolo e sulla scommessa della riqualificazione, in linea con le scelte virtuose della Regione Puglia: dobbiamo censire gli edifici sfitti e non utilizzati presenti in città e potenziare gli interventi di arredo urbano utili a ridisegnare uno spazio cittadino esteticamente gradevole e funzionale alle concrete esigenze degli abitanti. Tante piccole opere per vivere meglio tutti, non grandi opere per gli affari di pochi. È nella riqualificazione, promossa e regolata dall’amministrazione, che si dovrà concentrare l’attività delle imprese edili, che non vedranno affatto diminuita la propria presenza, anzi accresciuta e valorizzata.

più parchi e più zone verdi attrezzate: non è possibile che i parchi della città siano chiusi con il lucchetto, trascurati e abbandonati al degrado. Servono spazi di gioco in cui i bambini possano giocare sereni e sicuri con i genitori o con i nonni. Gestire i parchi costa troppo? Non è vero. Possiamo farlo in modo economicamente sostenibile, coinvolgendo sponsor privati per attrezzarli al meglio e i comitati di quartiere, le associazioni o i gruppi di volontari per gestirli senza sprechi. Anche le nostre lame vanno valorizzate e rilanciate, immaginando la creazione sulle stesse di spazi di orto urbano.

una spiaggia libera urbana e un piano di riqualificazione costiera: le famiglie hanno il diritto di portare al mare i bambini anche senza prendere la macchina, accompagnandoli a piedi in zone balneabili in città. Ad esempio: perché non è stata mai attrezzata la spiaggia del lungomare, tra il palazzo dell'Inps e lo stadio? Abbiamo in mente un progetto di riqualificazione delle nostre spiagge come è avvenuto in città come Bisceglie e Giovinazzo. Una spiaggia a chilometro zero: questo aiuterà il turismo e le attività commerciali del lungomare. Con i cittadini che potranno finalmente riappropriarsi di un bene comune che da sempre è la risorsa migliore della nostra città: il mare.

periferie più accoglienti e meno pericolose: chi abita in periferia o nei quartieri di nuova costruzione deve poter avere servizi, infrastrutture e trasporto pubblico per raggiungere il centro città. Servono autobus e piste ciclabili, oltre che punti di ritrovo che rendano più vivibili le zone meno centrali. Le aggressioni, i furti e le rapine in città si stanno moltiplicando, perché non c'è un piano per la sicurezza che funzioni. Migliorando la pulizia delle strade, riorganizzando le forze dei nostri vigili urbani e incoraggiando l'attività delle nostre associazioni di volontariato sul territorio creeremo un sistema che a partire dal ripristino delle regole della convivenza civile sia capace di promuovere integrazione e senso della comunità, una città più sicura per i nostri figli.

una politica che punti a trasformare Molfetta in una città pulita, a “rifiuti zero”: a Molfetta la produzione pro capite dei rifiuti è alta (1,5 kg/giorno). La raccolta differenziata è ben al di sotto (30%, dato 2012) delle previsioni di legge (65%) e della pianificazione regionale di settore. Dobbiamo scommettere sulla raccolta porta a porta, eliminando tutti i cassonetti dalle strade. Dobbiamo incoraggiare i cittadini a differenziare attraverso l'applicazione di una “tassa puntuale sui rifiuti”, con sconti per chi differenzia di più. Dobbiamo incrementare il servizio di spazzamento, rimozione dei rifiuti abbandonati e pulizia delle aree pubbliche e migliorare la pulizia della città e delle aree pubbliche esterne all’abitato (campagna e costa).

un piano della mobilità sostenibile: Molfetta è soffocata dal traffico e da un inquinamento tra i più preoccupanti della provincia di Bari. Dobbiamo elaborare un Piano urbano della Mobilità sostenibile che preveda zone a traffico limitato (ZTL) a tempo nelle zone del Lungomare e di Corso Dante. Vanno ridefiniti i percorsi delle circolari urbane in modo da consentire collegamenti più veloci, più frequenti e con tutte le zone della città. Dobbiamo realizzare un sistema di park and ride: un piano di parcheggi di prossimità alle zone centrali in cui la combinazione con i mezzi pubblici sia agevole. Dobbiamo superare il sistema dei “grattini” e procedere con l'inserimento di colonnine parcometri nelle aree di parcheggio a pagamento nel centro cittadino. Dobbiamo realizzare una rete di piste ciclabili, laddove possibile in sede propria o in alternativa su corsia riservata, che colleghi a raggiera le varie periferie della città con il centro cittadino.

4) POLITICHE SOCIALI E SPORT

Anziani in difficoltà, malati e disabili, donne vittime di violenze e abusi, famiglie a basso reddito colpite dalle nuove povertà: li chiamano “gli ultimi” e affollano anche la nostra Molfetta. Ma gli ultimi sono i primi da cui la buona politica deve saper partire, ripensando e rilanciando le politiche sociali e sostituendo a un modello basato sulle clientele e sull'assistenza, spesso insufficiente, uno centrato sull'accoglienza, sull'ascolto e sulla costruzione di relazioni continue e positive tra chi vive ai margini della società e il resto della città. La fragilità non può essere un fattore di esclusione sociale e dobbiamo immaginare ogni sforzo perché Molfetta diventi una “città dei legami” e metta in campo politiche esemplari di inclusione di tutti i suoi cittadini. Anche il rapporto con le associazioni coinvolte nell'assistenza alle fragilità, cattoliche e laiche, va ripensato in termini non opportunistici. L'associazionismo e il volontariato non possono svolgere funzione di sistematica supplenza ai servizi sociali mancanti e malfunzionanti, ma devono essere alleati strategici nell'impostazione e nell'elaborazione delle politiche stesse.

Per questo, con Paola Natalicchio sindaco, avremo:

una difesa del nostro presidio ospedaliero: il sindaco deve essere parte attiva con le istituzioni regionali, l’ASL e soprattutto con i comuni limitrofi al fine di bloccare il continuo depauperamento dei servizi esistenti sul territorio in favore delle strutture sanitarie del capoluogo barese, in prospettiva di una programmata rivisitazione dell'assistenza ospedaliera nel territorio nord-barese.

una riorganizzazione dei servizi territoriali sanitari di base: potenzieremo il Consultorio pubblico, instaurando un virtuoso dialogo con la Asl, perché possa tornare a essere un luogo di relazione viva e costante con le giovani coppie, con le donne, con i migranti e con i ragazzi delle scuole per svolgere attività di prevenzione, educazione sanitaria e offerta di servizi rivolti a tutte le fasce della popolazione, dai neonati agli anziani. Chiederemo che sia riattivato un servizio Sert a Molfetta, di lotta e prevenzione delle tossicodipendenze. Apriremo un Centro antiviolenza per le donne vittime di violenza domestica e uno sportello antistalking per le donne vittime di molestie e persecuzioni. Apriremo spazi pubblici e incoraggeremo la nascita di centri privati per incrementare l'attività e le relazioni sociali degli oltre 12 mila anziani molfettesi, tra cui molti vedovi e vedove, perché riteniamo del tutto insufficiente l'esistenza di un solo centro anziani da 40 posti. Potenzieremo il servizio di assistenza domiciliare per persone disabili, attualmente insufficiente, prevedendo la partecipazione di studenti di scuola secondaria superiore e con il tutoraggio esercitato dalle figure professionali, a titolo di stage formativo o di volontariato, con l’attribuzione di crediti formativi utili nel percorso scolastico.

la realizzazione di un piano sull'accessibilità e sull'abbattimento delle barriere architettoniche: tutti gli edifici pubblici, le spiagge libere, le strade della città devono essere pienamente accessibili per i disabili in carrozzina. Nei parchi pubblici vanno previsti spazi attrezzati per il “gioco per tutti”, con l'acquisto di altalene e giostre di piena accessibilità.

l'apertura di una Casa della Salute: serve uno spazio fisico dove incoraggiare a Molfetta convegni, mostre, iniziative pubbliche volte a promuovere la salute dei cittadini. Va ripreso e potenziato il progetto di Molfetta Città Sana e realizzato un percorso pubblico e condiviso per la promozione di attività legate alla divulgazione di una cultura del benessere.

un servizio di Tregua: serve un aiuto alle famiglie impegnate a tempo pieno in attività di assistenza a un familiare anziano e/o malato, disabile, per usufruire di piccoli spazi di tempo libero e di un sostegno psicologico. L’istituzione di una Banca del Tempo potrà fornire aiuto a quanti hanno bisogno o sono soli.

uno sportello di informazione sui diritti ed i servizi per i migranti e un progetto di “Molfetta città interculturale”: il Comune deve farsi carico in modo efficiente di servizi per l'orientamento e per l’integrazione dei migranti, fornendo assistenza psicologica e legale gratuita rispetto a possibili episodi di discriminazione, in cooperazione con le associazioni di volontariato e la rete dei patronati. Fonderemo anche un Centro interculturale che si faccia promotore di iniziative varie di scambio tra i singoli gruppi etnici quali feste, attività di conoscenza delle lingue, delle culture, delle religioni, della cucina, delle tradizioni.

un progetto “Molfetta città dei bambini”: sarà creata una rete di centri gioco di libero accesso non solo all’aperto, ma anche e soprattutto al chiuso, attrezzati in particolare per bambini accompagnati dai genitori/nonni (utilizzando spazi di proprietà comunale quali scuole, il chiostro di San Domenico ecc.) nei periodi inverno/primavera, anche per favorire la memoria del gioco intergenerazionale e della tradizione popolare insieme alla sperimentazione di giochi nuovi.

la messa in sicurezza di tutta l'edilizia scolastica di competenza comunale e la pianificazione costante di eventi che rafforzino il legame tra le scuole e il territorio. Serve l' impegno del comune per ampliare il tempo pieno e un controllo di qualità sulle mense scolastiche, anche con il supporto di apposite commissioni dei genitori.

un sistema di incentivi per lo sport per tutti: senza togliere sostegno alle associazioni e società sportive che promuovono attività agonistica, dobbiamo scommettere anche su iniziative gratuite o a prezzi calmierati che promuovano la possibilità di partecipare all'attività sportiva soprattutto per le fasce più fragili come bambini, anziani, migranti e disabili. Questo sarà fatto in collaborazione con gli enti di promozione sportiva attivi sul territorio, attraverso: la promozione di impiantistica leggera nei parchi e lungo le spiagge libere di attrezzistica per lo sport outdoor l'incentivo all'uso della bicicletta come mezzo di trasporto e dei “piedibus” come mezzo di accompagnamento scolastico dei bambini una maggiore fruizione dell'impiantistica sportiva scolastica in orario extradidattico in collaborazione con la Provincia e con le associazioni sportive del territorio.

l'istituzione di una Consulta delle associazioni dei familiari e del volontariato organizzato che svolga un lavoro di consulenza permanente e di controllo sull'operato dell'Assessore alle politiche sociali.

5) CULTURA E TURISMO

Da 12 anni esatti, a Molfetta, non esiste un assessorato alla Cultura. Ma soprattutto non esiste la capacità di immaginare una gestione dei nostri beni culturali capace di promuovere turismo e quindi sviluppo economico. La pianificazione e la gestione virtuosa dei nostri beni culturali è carente, la loro fruizione è limitata, gli attori della realtà artistica, musicale e teatrale locale hanno subito la frustrazione di una sistematica esclusione dal protagonismo creativo, poiché l'unica modalità di promozione culturale negli anni delle giunte Azzollini è stata quella della grande eventistica a pagamento per i comuni cittadini e gratis per gli “amici” e i potenti.

Per questo, con Paola Natalicchio sindaco, promuoveremo:

un Assessorato alla cultura che possa essere la cabina di regia del rilancio di politiche culturali integrate e partecipate in città, affiancato da un Forum della cultura composto dalle associazioni e dai movimenti che agiscono nel settore artistico, creativo e musicale locale. Il Forum avrà funzione consultiva nell'elaborazione delle politiche dell'Assessorato e garantirà il coinvolgimento sistematico e metodologico degli attori dello scenario creativo e culturale locale nella realizzazione delle politiche più adeguate per la città.

una piena e aperta fruizione dei beni culturali della città: non è pensabile che il Duomo sia spesso chiuso al pubblico, che il Museo del Pulo sia chiuso nei weekend, così come la gran parte dei beni culturali cittadini. Aprire e mettere in rete i nostri numerosi beni culturali promuoverà lo sviluppo turistico e dunque il rilancio economico del centro antico e del centro città.

un calendario annuale di eventi e festival capaci di valorizzare i talenti locali e di puntare sulle iniziative gratuite, liberamente fruibili dal pubblico e diffuse in tutta la città, periferie comprese

6) TRASPARENZA E INNOVAZIONE AMMINISTRATIVA

Il Palazzo di Città è stato, negli ultimi anni, luogo opaco del governo dei pochi. Inaccessibile e lontano, ha nascosto episodi conclamati di illegalità e corruzione portati gradualmente alla luce dalle indagini della Procura. Abbiamo il dovere di trasformare la macchina comunale in una casa di vetro, trasparente e partecipata, in cui siano evitate le illegalità tanto quanto gli sprechi.

Per questo, con Paola Natalicchio sindaco, promuoveremo:

una Anagrafe degli Eletti, perché chi è scelto democraticamente per guidare la politica cittadina ha il dovere di mostrare ogni dettaglio della propria attività e perché il sindaco, gli assessori e i dirigenti comunali non devono avere nulla da nascondere: né il curriculum, né la dinamica dei redditi, né ogni dato patrimoniale.

la pubblicazione in rete di tutte le informazioni in possesso della pubblica amministrazione (Open Data) per introdurre forme di controllo democratico in tutti i settori strategici (finanziario, urbanistico, ambientale, degli appalti, dei concorsi e delle consulenze, che dovranno essere ridotte al minimo).

la diretta streaming di tutte le sedute del Consiglio comunale

l'utilizzo di software libero su tutti i computer, per risparmiare su brevetti e licenze e diffondere la cultura della condivisione di saperi e idee. l'utilizzo dello strumento del bando di concorso per la nomina dei dirigenti di settore.

la messa a punto di un sistema di democratica rotazione degli incarichi nel settore della consulenza legale e professionale, attraverso l'uso di un protocollo che, facendo salva la possibilità per il sindaco di ricorrere ad assegnazioni su base fiduciaria, stabilisca regole che garantiscano ai professionisti attivi in città di non essere sistematicamente esclusi dall'accesso alla collaborazione con l'ente comunale.